Oltre alle difficoltà del duro lavoro svolto manualmente, sotto il sole spesso rovente di Giugno e Luglio, la vera incognita è rappresentata dall’andamento climatico.
Piogge in fioritura possono causare perdite notevole di produzione; temperature troppo fresche in Agosto e Settembre portano ad una maturazione inferiore e ritardata, mentre quelle eccessive causano un rapido appassimento del frutto e danni da scottatura; abbondanti piogge estive facilitano lo sviluppo di funghi parassiti della vite…
Ma il nemico più temuto dal viticoltore è la grandine, che, in pochi minuti, può distruggere irreparabilmente tutto il lavoro dell’annata e compromettere, in alcuni casi, anche quella successiva.
Dopo aver controllato più volte, a partire dall’invaiatura, i parametri legati alla maturazione (zuccheri e acidità), si stabilisce la data ottimale di vendemmia e si procede quindi con la raccolta manuale in piccole cassette forate; esse lasciano percolare ed allontanare l’eventuale succo che può fuoriuscire dagli acini più deboli e che potrebbe andare incontro a pericolose fermentazioni incontrollate, come succede più frequentemente con la vendemmia meccanica.
La vendemmia è il momento più gratificante per il viticoltore, che può finalmente raccogliere i frutti di tanto lavoro e sacrificio.
Nello stesso tempo, è uno dei momenti di maggior impegno per l’enologo; le prime fasi di vinificazione decideranno in modo preponderante la qualità futura del vino: aromi ed equilibrio per i bianchi, colore e struttura per i rossi.
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