Slow Wine 2012
Vita – La famiglia di Ernesto Abrigo, attuale proprietario e decano delle vendemmie (una cinquantina), è presente a Diano d’Alba da generazioni. Ernesto conosce ogni aspetto del territorio e di coloro che lo abitano ed è una vera miniera di informazioni preziose. Al suo fianco troviamo la sorella Mariarita e il giovane e capace enologo Emanuele Antona, che lo aiuta nell’intera filiera produttiva. Al centro di tutto, spiega Ernesto, ci deve essere la vigna, dalla quale soltanto possono nascere grandi vini.
Vigne – Sono state davvero interessanti le camminate in vigna: dolcetto (che fa la parte del leone) allevato a cordone speronato, il classico guyot per il nebbiolo e il poco cabernet, una sorta di casarsa (con le viti tenute alte, alla vecchia maniera) per lo chardonnay. L’età delle vigne è molto elevata, arriva fino a settant’anni per gli impianti più vecchi; i terreni sono calcarei, bianchi, con uno strato sottostante di marne bianche e azzurre, qui chiamate tufo.
Vini – Il Diano d’Alba Superiore Vigna Pietrin 2010 è solido e di buona profondità, con le classiche note ammandorlate che accompagnano il frutto e rinfrescano un buon finale di bocca. Il Diano d’Alba Rocche dei Berfi 2010 ricalca gli stessi schemi di struttura e buona beva. Entrambi si gioveranno di un ulteriore affinamento in bottiglia. Il Nebbiolo d’Alba Tardiss 2009 ha un interessante naso floreale e una bocca di buona trama e succosità. La Barbera d’Alba La Galùpa 2009 ha nitide e suadenti note di ciliegia e una bocca di godibile freschezza, con bel finale succoso e fruttato. IL Langhe Dolcetto 2010 è semplice e immediato, beverino e fresco.
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